Posts filed under ‘Ecologia’

Pannelli Fonoassorbenti MITESCO…. porta il silenzio in UFFICIO e non solo.

Ancora una vola la Caimi Brevetti ci sorprende, questa volta è riuscita nella sua impresa proponendo sul mercato un rivoluzionario prodotto nel campo dell’ abbattimento dei rumori negli ambienti di lavoro o con particolare affluenza di persone, la qualità acustica ha un ruolo importante nella vivibilità degli ambienti e molte volte non ci si rende conto dei rumori che siamo costretti a percepire. Particolari suoni sono esclusivamente disturbatori in un ambiente ed avere un pannello che riesce ad abbatterli gioverà sia per la concentrazione che per la qualità del lavoro in generale. Il pannello fonoassorbente MITESCO è progettato con la nuova tecnologia brevettata Snowsound che è caratterizzata dalla densità variabile del pannello fonoassorbente che permette di ottenere un assorbimento selettivo alle diverse frequenze e quindi di ottimizzare l’acustica pur mantenendo uno spessore molto contenuto. Un altra caratteristica dei pannelli fonoassorbenti MITESCO è la conservazione delle caratteristiche di fono assorbenza da ambo le facciate e sui bordi, che lo rendono unico nel suo genere nel panorama mondiale.

Il concept raccontato da Michele De Lucchi

Il nostro livello di sofisticazione è sempre più elevato e non trattiamo più l’ambiente in base ai suoi connotati formali e di colore ma in base a elementi più raffinati, cioè elementi sensoriali. Spiega Michele De LucchiIl suono è tra questi forse l’ultimo arrivato, ma è sicuramente uno dei più importanti, soprattutto se si pensa che i danni all’udito sono a oggi irreparabili. Scienziati ed esperti del settore si aspettano che l’argomento divenga sempre più di attualità e che il comfort acustico diventi una richiesta irrinunciabile da parte di tutti. La questione dell’acustica è molto complessa e per risolverla c’è bisogno di soluzioni estremamente semplici e non invasive.

Il progetto sviluppato con Caimi è un pannello acustico che ha la dote di essere realizzato in un unico materiale, il poliestere, che alle ottime qualità di assorbimento aggiunge il fatto di essere completamente riciclabile, non avendo inclusioni di altri materiali. Il prodotto è leggero, colorato e sufficientemente “basic” da essere utilizzato anche per personalizzare l’ambiente, essendo inseribile appieno nei contesti contemporanei. Può essere appeso e sostenuto da piedistalli è pratico ed economico”.

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Per INFO sul prodotto inviare una mail a info@chitarpi.it

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14 giugno 2012 at 10:01 am 1 commento

Feng Shui in ufficio

Il feng shui, la famosa arte di arredare cinese, è da tenere in considerazione per chi vuole rendere il proprio ufficio un vero centro produttivo. Uomini d’affari asiatici hanno avuto successo utilizzando i principi del feng shui per secoli e negli ultimi anni questa nobile arte ha varcato i confini cinesi per espandersi in tutto il modo.

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Essere “bloccati in un ufficio” può sembrare soffocante ed oppressivo come stare in prigione. Apprendendo e mettendo in pratica le 13 cose da fare e da non fare, della progettazione feng shui, ci si potrà sentire come se si stesse lavorando in un posto ampio, pieno di energie e di benessere:

– DA FARE: sedersi nell’angolo più lontano dall’entrata della stanza per avere una posizione di “comando”.

– DA NON FARE: sedersi in linea con la porta, secondo il feng shui in fatti questa zona è piena di energie negative.

– DA FARE: tenere la schiena verso un angolo o una parete.

– DA FARE: sedersi con un edificio alto dietro e la schiena verso la finestra.

– DA NON FARE: mettersi in posizione tale da non poter guardare diritto verso la porta di ingresso alla stanza. Gli affari entrano simbolicamente attraverso la porta, quindi non bisogna girargli le spalle.

– DA NON FARE: organizzare lo spazio di lavoro in modo tale da guardare dritto in un corridoio o vedere le scale, magazzini, ripostigli, ascensori o scale mobili.

– DA FARE: mettere il computer nella zona a nord o ovest del vostro ufficio per migliorare la vostra creatività. Collocare il computer nella zona a sud-est se invece lo si utilizza direttamente per produrre reddito.

– DA FARE: collocare un acquario da tavolo a est, nord o sud-est. Un piccolo acquario con pesci neri o blu nella zona nord della scrivania o dell’ufficio è di auspicio per il successo professionale.

– DA FARE: collocare una cassaforte, che di solito è di metallo, o a ovest o a nord-ovest, punti cardinali che rappresentano l’elemento metallo. La cassaforte simboleggia la prosperità e la sicurezza finanziaria di un’azienda.

– DA FARE: avere un buon equilibrio di yin e yang nell’arredare il vostro spazio lavorativo. Equilibrate colori chiari e scuri, superfici morbide e dure, e tessuti lisci e ruvidi nella vostra scelta di arredamento.

– DA NON FARE: avere degli specchi in ufficio, poiché possono riflettere l’energia negativa da parte dei clienti ad altre persone nella stanza.

– DA FARE: trattare con rispetto gli archivi di lavoro. Rappresentano la vostra attività passata, presente e futura.

– DA FARE mantenere i cavi delle apparecchiature per ufficio ben nascosti. Elimina il disordine e permette il libero flusso delle energie positive.

Fonte: BenessereVillage.it


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5 ottobre 2011 at 9:55 am Lascia un commento

Wellness in Ufficio

Siamo lieti di annunciarvi un’ importante novità inerente l’espansione del nostro catalogo On-Line www.chitarpi.it il quale da settembre si espanderà anche nell’area WELLNESS inerente l’ambiente lavorativo.

In questi anni abbiamo notato che le persone tengono di più al loro corpo e pur di alleviare qualche dolore o fastidio fisico usano qualche minuto del loro tempo per effettuare degli esercizi o usando POLTRONE ERGONOMICHE e altri ausili utili alla loro salute all’interno del loro posto di lavoro.

Per soddisfare queste esigenge l’anno scorso abbiamo inserito in catalogo le Sedute per Ufficio della HERMAN MILLER che anche se di fascia alta con un prezzo non accessibile a tutti, ci hanno dato un enorme soddisfazione commerciale, facendoci diventare uno dei maggiori rivenditori sul territorio Italiano nell’arco di soli 12 mesi.

Ora accettiamo la sfida del mercato inserendo la sezione WELLNESS all’interno del sito, nella quale saranno commercializzati accessori ed ausili per curare il BENESSERE IN UFFICIO, a favore di un ambiente di lavoro sempre più a dimensione umana.

Pian piano andremo a curare l’arredo di veri WELLNESS POINT all’interno di aziende che necessitano di spazi BENESSERE per i loro dipendenti, facendo attenzione a tutti i particolari e non gravando troppo sul bilancio aziendale.

La nostra sezione commerciale sta effettuando una ricerca di mercato al fine di indivuduare i prodotti più adatti alla sezione WELLNESS e chiudere con aziende del settore degli accordi commerciali vantagiosi oltre che per le aziende anche per il singolo acquirente, infatti una delle primi accordi è stato effettuato con una azienda Swedese, MYSA, prodruttrice di un particolare TAPPETINO CHIODATO.

19 agosto 2010 at 9:33 am Lascia un commento

Nasce la linea FIVE di Quinti….

Giugno 2010 nasce la linea FIVE di Quinti, la poltrona che rispetta l’ambiente……

Concezione ecologioca della progettazione e costruzione di tutta la linea FIVE, sviluppata in modo ecosostenibile, questa serie completa di sedie operative individua i caratteri di ecosostenibilità come guida delle proprie politiche, rispondendo cosi alle aspirazioni dei dirigenti e degli utilizzatori finali.

La linea FIVE è per oltre il 96% RICICLABILE.

Egergia utilizzata per la produzione di una seduta: meno di 900MJ

Sedile estremamente robusto concepito per durare 10 anni, plastica completamente riciclata, componenti in legno che provengono da foreste eco sostedibili, colla senza solventi e vernici senza metalli pesanti.

La linea di sedute per ufficio FIVE è offerta in diverse versioni oggi presentiamo la Direzionale con schienale alto e poggiatesta regolabile, il meccanismo può essere un Syncron normale o Self ed i braccioli sono regolabili in altezza. I rivestimenti sono moiltissimi e lo schienale oltre che rivestito può essere in rete saldata.

15 giugno 2010 at 11:02 am Lascia un commento

Caimi Brevetti….c’è crisi loro investono…..

Mi è appena stato recapitato il CATALOGO 2010 della Caimi Brevetti S.p.a. come sempre è curato sia sul lato estetico che di utilizzo, ma la cosa stupefacente è che anche in questo anno di difficile congiuntura economica loro hanno puntato sull’investimento invece di seguire le altre aziende che sono alla finestra a guardare cosa gli riserva il futuro.

La Caimi Brevetti S.p.a. ha saputo inserire anche in questo ultimo catalogo, articoli dalle soluzioni tecniche innovative, dal design accattivante ma con uno speciale sguardo all’ecologia sia nel ciclo produttivo che nella ricerca dei materiali con l’utilizzo del propilene e fibra di legno riciclata al fine di trovare un nuovo materiale con cui hanno eseguito il gettacarte CESTOECO e l’orologio da parete ORETREDICI con interessani risultati estetici.

Da parte nostra ancora una volta un elogio ad una azienda e a tutto il suo staff che portano alto il nome dall’industria Italiana nel mondo, lavorando onestamente e con le proprie risorse, inseriamo immediatamente nel catalogo ON-LINE i nuovi articoli sperando di condividere i successi con la  Caimi Brevetti S.p.a..

Seguiranno altri post sui nuovi prodotti Caimi …….


6 febbraio 2010 at 10:49 am Lascia un commento

Lampada Leaf di Herman Miller….una fusione di tecnologia e umanità

La lampada da tavolo LEAF si serve di una rivoluzionaria tecnologia LED per regalare alla luce un tocco umano. Essa offre una scelta di illuminazione assolutamente esclusiva: accattivante, innovativa ed ecologica. Creata da Yves Béhar di fuseproject e da Herman Miller, LEAF aasicura la massima facilità di controllo con un semplice tocco delle dita. Un invitante comando a sfioramento permette di regolare facilmente l’intensità e la tonalità di colore della luce, dalla più calda alla più fredda, per adattarsi allo stato d’animo, al compito da svolgere o all’ambiente.

Fredda al Tatto

I LED generano un forte calore che complica il design e normalmente crea l’esigenza di una ventola motorizzata per dissiparlo. LEAF gestisce il calore in modo diverso: i suoi LED rimangono freddi al tatto grazie all’impiego di un sistema di distribuzione del calore in attesa di brevetto che rilascia e disperde il calore senza bisogno di una ventola di raffreddamento.

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Intelligente e flessibile

LEAF memorizza il colore e l’intensità della luce preferita dal clientee, ogni volta che viene accesa mantiene le impostazioni precedentemente selezionate. Il braccio inferiore ruota di 180° si inclina in avanti e dietro mentre la testa ruota di 210° e può essere estasa per un’illuminazione diretta o ripiegata per una luce diffusa e discreta.

Rispettosa dell’ambiente

LEAF utilizza una minor quantità di risorse mondiali per regalare una luce migliore.I suoi LED consumano in media 8-9 watt di potenza, conuna durata fino a 100.000 ore, e riducono il consumo energetico del 40% rispetto alle lampare fluorescenti compatte. LEAF è stat sviluppata nel rispetto del rigoroso protocollo DfE adottato da Herman Miller, ed è riciclabile al 90%, al termine della sua vita utile.

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La mia LEAF

LEAF è disponibile in cinque colori per integrarsi perfettamente il molti ambienti diversi: Nero,Rosso,Bianco,Nickel e alluminio lucidato.

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15 settembre 2009 at 2:53 pm Lascia un commento

Ti faccio secco……tutto !!!!

Il problema dell’ecologia è la moda. Il fatto che la moda non sia ecologica, che gli stilisti italiani se ne freghino e usino ancora pelli e pellicce di qualunque bestia, ma soprattutto che infilino dappertutto il lusso, il bling sfarzoso che ribadisce il vecchio concetto per cui alla fine – inutile che stiamo qui a girarci intorno – risparmiare è da sfigati, esagerare è da fighi. Ma i problemi che il mondo della moda ha con l’ecologia sono secondari, e riguardano stilisti e addetti ai lavori, che giustamente la pensano un po’ come gli pare (mica li puoi costringere).

Viceversa, quello che è grave sono i problemi che l’ecologia ha con l’essere di moda, col costituire una tendenza vera. Sì, lo so, c’è chi compra la Prius, chi si fa il fotovoltaico sul tetto, chi si lava la coscienza quando divide umido, vetro e plastica. Ma lo fa perché ci ha ragionato e si è convinto che sia giusto. Ecco: le figate non sono così. Dalla moda si viene travolti perché sì, non per un motivo.lf_07

Alla Loofen, azienda coreana specializzata nella disidratazione dei rifiuti, si sono posti l’obiettivo di fare un elettrodomestico ecologico e di farlo parecchio figo. Alla vista, il Loofen 07 si presenta come una micro lavatrice supercolorata. Basta allungare una mano e toccarlo per accorgersi che anche lui è fatto di pelle, ma sintetica (quel tipo di plastica traslucida che sembra un’avveniristica versione dell’epidermide umana).

Non ci sono tasti sporgenti, meccanismi in vista, ma solo un oblò, due tasti a sfioramento (accensione e stand-by) e due cilindri bianchi sul retro. Funziona così: prendi i rifiuti organici prodotti durante la cena, apri lo sportello, li sbatti nell’apposito cestello, chiudi, schiacci un tastino, te ne vai. A questo punto lo 07 emette un rassicurante pi-ru-lì, che vuol dire che è in funzione; poi, consumando pochissima corrente e senza fare rumore, nel giro di qualche ora toglie tutte le molecole d’acqua che c’erano dentro alla mezza mela avanzata, agli spaghetti lasciati lì, alle bucce delle patate, ai resti del pollo allo spiedo. Non solo: sterilizza, rimpicciolisce e rende inodore (grazie ai due filtri posteriori).

Se nel frattempo uno vuole aggiungere altri rifiuti, apre lo sportello quando gli pare, ce li mette, richiude, e risente il pi-ru-lì che gli dice: «Ok: desertifico anche ’sta roba». Il cosiddetto umidosi chiama così per ricordare a tutti che il sacchettino dopo un giorno e mezzo è già fetido, pesante, e a rischio di cedimento durante il trasporto verso il cassonetto condominiale, con conseguente versamento di liquido vomitevole sul pianerottolo – viene trasformato in una cosa che occupa un quinto del volume, pesa un decimo e non puzza. Però non ci pensare che fa tutte queste cose così bene e senza disturbare: fai finta che sia solo un gadget da tenere in cucina, di quelli guai-a-chi-non-ce-l’ha.

Fonte: Paoblog

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8 maggio 2009 at 5:03 pm Lascia un commento

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