Posts tagged ‘consigli’

Offerta di fine anno e per augurarvi un Buon 2010

Questa mattina abbiamo deciso di fare un offerta di fine anno, per i lettori più assidui il trasporto è GRATIS su uno degli articoli che inseriamo qui in basso.

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28 dicembre 2009 at 10:20 am Lascia un commento

4 Motivi per acquistare il braccio portamonitor

Il braccio porta monitor è un accessorio ancora poco apprezzato dalla popolazione degli uffici italiani, al contrario è un accessorio fondamentale per quattro semplici motivi.

1-  è utile per liberare spazio sulla scrivania

2- permette di allontanare o avvicinare il monitor, di alzarlo o abbassarlo e di regoilarne l’inclinazione.

3- consente di avere sempre una chiara visione dei dati migliorando la visibilità e la lettura.

4- il lavoratore può regolarsi l’angolo di visuale ottimale, evitando riflessi fastidosi sullo schermo prevenendo problemi alla vista.

L’utilizzo del braccio portamonitor rende in sintesi più ergonomica la postazione di lavoro, è importante tenere in considerazione che alcune attività tipiche del lavoro in ufficio, non vengono svolte con corretti creteri ergonomici, influendo negativamente sulla salute del lavoratore. Altrettanto importante è ottimizzare lo spazio sulla scrivania sia in termini dimensionali che per facilitare le operazioni di pulizia.

LEM09-1Braccio Portamonitor: LEM 1

LEMDUE09-1Braccio Portamonitor: LEM 2

Fonte: Caimi brevetti

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29 luglio 2009 at 4:58 pm Lascia un commento

Come capire se un mobile di metallo è di buona qualità

Dopo molti anni di declino sono ormai un paio che i mobili di metallo, che siano armadi ad ante scorrevoli o classificatori hanno ripreso a far parte dell’arredamenti per ufficio in maniera prepotente.

In Italia abbiamo ottimi stabilimenti di produzione con standar qualitativi di altissimo livello, ma per un abbattimento dei costi molti distributori optano per un prodotto estero dalle qualità estremamente inferiori, parlando con un cliente mi è stata rivolta la classica domanda ” che differenza c’è fra un classificatore di metallo buono ed uno scarso ?  tanto sempre un classificatore di metallo è….e il suo lavoro lo svolge, come faccio a sapere se il prodotto di metallo che sto acquistando è buono o no ?”

Vediamo ora di rispondere a queste due domande, cominciando dalla seconda, in un classificatore di metallo la differenza fondamentale è il peso, più il mobile di metallo pesa e più è buono, per esempio a parità di misure un classificatore a 3 cassetti può pesare da 40 kg a 75 kg, la differenza di peso è data dallo spessore della lamiera e dalla struttura delle guide dei cassetti.

La lamiera parte fondamentale del mobile in metallo deve essere di acciaio e di uno spessore minimo di 8/10 se inferiore stiamo parlando di un mobile di bassa qualità. La verniciatura della lamiera deve essere eseguita con polveri epossidiche in stabilimenti che rispettano l’ambiente. Un altra caratteristica del mobile in metallo è il raggio di piegatura della lamiera negli angoli, che se eseguito secondo le ultime norme deve essere R8, questo vuol dire che non si sentiranno spigoli vivi toccando il mobile.

metallo

Vediamo ora la differenza nel rapporto Qualità/Prezzo, un buon prodotto ha una previsione di vita oltre 10 anni mentre un prodotto scarso non supera i 5 anni, questo vuol dire che se la differenza di prezzo è del solo 10-25 % acquistare un prodotto scarzo è anche poco conveniente. Perchè i prodotti di bassa qualità pesano meno ? la risposta è semplice, le loro produzioni per una politica di abbattimento dei costi, sono spostate tutte in paesi esteri e lontani e se il prodotto pesasse molto non converrebbe più accollarsi le spese del trasporto per poterlo vendere ad un prezzo inferiore alla media.

Spero con questo breve articolo di essere stato chiaro e da oggi al momento di acquistare un mobile per ufficio in metallo chiedete il peso, lo spessore della lamiera ed il paese di produzione……..

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22 luglio 2009 at 3:05 pm 1 commento

Climatizzare l’ufficio…..condizionatori

La scelta di un condizionatore da inserire in un ufficio deve essere fatta seguendo alcune linee guida, al fine di non recare danni alla salute dei dipendenti e non eccedendo nello spreco dell’energia.

Come prima cosa bisogna scegliere se acquistare un condizionatore mobile o fisso, il primo può funzionare in un ambiente piccolo ed a bisogno di un accesso esterno per inserire il tubo che prende l’aria, un altro punto negativo dei piccoli condizionatori è la rumorosità la quale alla lunga potrebbe infastidire il personale.

I modelli  fissi a loro discapito hanno il costo dell’installazione da parte di personale specializzato, (un muratore e un tecnico), ma non ingombrano, sono silenziosi e  sono adatti a tutte gli ambienti. Sono più efficienti e potendo essere collocati in alto distribuiscono più uniformemente e consumano meno energia in rapporto alle prestazioni.

Una condizione necessaria è che abbiano filtri di qualità, lavabili, fatti con materiali per usi sanitari e con ricambi che si trovano agevolmente sul mercato. Vi proteggerete così da batteri, germi e sostanze che causano allergie.  Se avete bisogno di tenere il condizionatore acceso per molte ore, chiedete se il condizionatore che avete scelto ha l’inverter che è un dispositivo che garantisce un funzionamento “uniforme” del condizionatore, evitando i picchi di consumo all’avvio della macchina.

Un attenzione particolare va data all’etichetta energetica, il livello A indica un condizionatore efficiente dal punto di vista energetico, che quindi consuma poco. In essa deve essere indicato anche il consumo energetico annuale per 500 ore di funzionamento (quanti kwh consuma il condizionatore in 500 ore); la potenza nel refrigerare, indicata in kwh, l’indice di efficienza energetica relativo al raffreddamento. Questi dati li trovate nei cataloghi e nella scheda tecnica relativa al condizionatore.

Ricordate che fiscalmente potete  detrarre  una percentuale dei costi sostenuti.

23 luglio 2008 at 9:23 am Lascia un commento

Il libro sul benessere in ufficio

Idee, strategie e suggerimenti per essere felici al lavoro
Quanto tempo trascorriamo in ufficio? Per molti la risposta è: la maggior parte della giornata. Dati alla mano, sappiamo che chi lavora trascorre circa 170 ore al mese seduto dietro una scrivania. È partendo da questa cifra che nasce questo libro, il cui obiettivo è di aiutarci a star meglio nel nostro ambiente di lavoro.
Dalle posizioni corrette quando si sta alla scrivania e si lavora al computer ai suggerimenti su come organizzare la workstation e creare comfort intorno a sé utilizzando l’illuminazione giusta, i colori, i profumi e le piante.
Le soluzioni proposte dall’autrice per combattere il «mal d’ufficio» sono tante: dalle tecniche di rilassamento alla gestione dell’ansia, alla palestra in azienda, alla pausa pranzo e caffè da vivere come oasi rigenerative. Persino quando si lavora in trasferta si possono trovare rimedi che ci aiutino a superare la fatica del viaggio e le conseguenze di uno stile di vita all’insegna di pranzi e cene di lavoro. Insomma, un libro che, senza assumere il peso di un manuale e con uno stile fresco e coinvolgente, ci farà comprendere che il lavoro in ufficio si può conciliare anche con il nostro benessere.
Se non possiamo non lavorare o lavorare meno, allora cerchiamo di fare in modo che il nostro tempo in ufficio sia il più felice possibile.
Benessere in ufficio significa:
personalizzare la stanza in cui si lavora, scegliere la posizione giusta in cui collocare la scrivania e utilizzare i colori, i fiori e le piante per rendere la giornata meno grigia e sfruttare tutto il potere energetico della natura;
star seduti correttamente dietro la scrivania, mantenere la postura giusta mentre si digita al computer e adottare comportamenti eco-compatibili per un bio-ufficio;
organizzare il lavoro rispettando i propri bioritmi, praticando il decluttering e abbandonando l’idea di smaltire tutta la posta elettronica;
ascoltare le esigenze del corpo muovendosi ogni giorno un po’ con semplici esercizi di stretching da poter fare anche dietro la scrivania o al mattino prima di andare al lavoro; alimentandosi in modo corretto con ricette leggere ma nutrienti e rispettando le pause per sgranchirsi le gambe e prendersi una boccata d’aria;
ascoltare le esigenze dell’anima praticando un po’ di meditazione, sfruttando i principi dell’aromaterapia e ridendo ogni tanto perché – come diceva Freud – la risata è uno starnuto mentale in grado di liberare la mente e ricongiungerla con il corpo.

Biografia di Irma D’Aria: Irma D’Aria è una giornalista specializzata nelle tematiche del benessere, dell’ecologia e dell’alimentazione.

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4 aprile 2008 at 3:12 pm Lascia un commento


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